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Ombretta Blasucci

Beginning

Non poteva che prendere forma qui. In una camera bianca (per ora priva di pareti imbottite) piena di cornici  da cui mi guardano volti familiari di matita e inchiostro.

E mi tranquillizza questo spazio ancora vuoto, altrettanto bianco, lontano dagli occhi di tutti (eccetto l’infinitamente paziente paio della mia anima gemella sicula, senza la quale questa parentesi virtuale, come molte altre componenti fondamentali della mia vita, non esisterebbe).

Voglio imparare a fare magie anche io. Inventare mondi e non lasciarli più ad ingrigire nelle pareti craniche. È uno spazio decisamente ampio ma troppo solitario (neuroni? c’è nessuno?) e tende a ripiegarsi su se stesso.

Gli Ombromini hanno bisogno di sgranchirsi le dita e le Pupille di correre (a cercare biscotti).

È ora di lasciare liberi tutti e vedere cosa succede.

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